Il legame tra il cibo e le emozioni è un tema che coinvolge tutti.

Il cibo non è solamente una necessità fisiologica, ma anche una fonte di emozioni. Se provassimo a chiudere gli occhi e a pensare ad un cibo che ci piace e a lasciarci trasportare dal suo ricordo, sicuramente riusciremmo a ricordare dove eravamo e con chi e ad associare ad esso un bellissimo ricordo positivo. Riusciremmo a ricordarne il profumo ma anche il gusto di quel piatto proprio perché il cibo è legato alle emozioni e alle relazioni. Il cibo prima di essere un nutrimento per il corpo è un nutrimento per l’anima. I piatti della nostra infanzia, di momenti  vissuti in serenità e felicità, sono piatti legati ai sentimenti affettivi che ci permettono anche da adulti di sentirci meglio in momenti di stress e tristezza, evocandoci ricordi e sensazioni di protezione.

Il cibo è convivialità e affetto, basti pensare che già a livello intrauterino gli scambi tra mamma e figlio avvengono attraverso il cibo e con l’allattamento il legame diventa sempre più forte. Con l’aumentare dell’età intorno alla tavola si creano esperienze affettive importanti, in famiglia ci si scambiano vissuti quotidiani della propria giornata, con gli amici diventa un modo per sentirsi uniti e parte di un gruppo. A chi di noi non è mai capitato, almeno una volta,  di sentirsi tristi e di cercare nel cibo una consolazione?  In questo caso cerchiamo consolazione in cibi dolci come torte, cioccolato, gelato, biscotti o solato come pizza, patatine che ci regalano un temporaneo senso di calma ma che innescano un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

Solitamente questi meccanismi entrano in gioco quando si torna a casa da lavoro o dopo cena quando si stacca la spina e si cerca di gratificarsi dopo la giornata. Ciò che stimola la percezione di bontà e il meccanismo di ricompensa è la produzione del neurotrasmettitore dopamina e si innesca in questo modo il meccanismo che ci port, successivamente, a cercare nuovamente quel cibo che ci ha fatto stare bene.

Anche in casi di ansia e stress il cibo ci viene in soccorso, nello specifico i cibi ricchi in triptofano, vitamina D e B. il triptofano è il precursore della serotonina (meglio conosciuto come l’ormone della felicità)  e della melatonina per questo motivo l’assunzione di alimenti che lo contengono ci fa avere anche un sonno migliore. Un alimento ricco in triptofano è il cacao, per questo motivo non può mancare in un ottimo piano alimentare a patto che il cioccolato sia fondente e che contenga almeno l’85% di cacao.

Il cibo soddisfa non solo il corpo ma anche la mente e il cuore quando siamo felici ci concediamo piatti gustosi e festosi, se siamo tristi cerchiamo conforto in piatti familiari o calorici, lo stress e l’ansia ci spingono a cercare di alleviare temporaneamente il nostro disagio emotivo.

Vi lasciamo un compito da per  la prossima volta che mangiate: proviamo a fare attenzione non solo al gusto del cibo ma anche alle emozioni che esso ci suscita.

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